Storie di vino cotto

Che cos’è il vino cotto? Come  si fa?

schiumarolaTrovare la risposta a queste domande ormai è semplicissimo anche per chi, fuori da queste zone, il vino cotto l’ha solo sentito nominare.

“Il vino cotto si ottiene dalla fermentazione del mosto cotto e ridotto di un terzo (o anche la metà) del volume iniziale. Matura e invecchia decisamente bene in botti di legno e regala profumi e aromi caratteristici. Perfetto come vino da dessert, ma non è da sottovalutare col salato”

Il vino cotto è così da più di duemila anni, ed è a tutti gli effetti parte del patrimonio storico-culturale della nostra terra.

Ma, realmente, come si fa il vino cotto?

vino cottoSono andata a Loro Piceno, da Simone e Christian, per capire davvero.

Ci sono andata di notte, certa di trovarli a guardia delle tre fornacchiole accese ormai da qualche giorno.

E infatti li ho trovati lì, a vegliare ed alimentare i fuochi.

A schiumare il mosto che ribolliva nelle callare e che riempiva la cantina di caldi vapori dolciastri.

A pigiare nuovi grappoli per avere nuovo mosto fresco, una volta vuotate le caldaie di mosto cotto.

A ciclo continuo, giorno e notte.

Incuranti del caldo e del freddo, del sonno, dei calabroni attirati dalla luce e dagli effluvi zuccherini.

Questa settimana in cantina si ripete un rito millenario. Si ripetono gesti antichi, si provano sensazioni profonde, si perpetua una tradizione.

E poi si aspetta.

5 o 6 anni almeno.

Anni in cui il legno delle botti custodirà quel liquido prezioso e farà in modo che avvengano tutti quei processi che portano al prodotto che conosciamo bene.

Il vino cotto non è solo il risultato della fermentazione del mosto cotto, nel vino cotto c’è lavoro, pazienza, fiducia e speranza.

C’è la voglia di Simone e Christian di tramandare un’antica tradizione, di legare indissolubilmente il vino cotto alla storia di questa terra.

 

 

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