PERCHÉ

Trascorrere l’infanzia giocando in mezzo ai campi di mio nonno e tra gli scaffali della ferramenta di mia madre ha segnato la mia vita.

L’amore per la natura, il forte attaccamento alla terra e alle tradizioni mi son rimasti appiccicati ai piedi quando camminavo dove nonno aveva appena innaffiato.

Io lasciavo impronte nella terra, e la terra lasciava profonde impronte in me.

In ferramenta invece ho imparato a smontare le cose, a cercare di capire a cosa servissero e a inventare funzioni alternative quando non capivo.

Per forza che poi da grande ho fatto ricerca scientifica sul paesaggio e sul rapporto tra attività umane e risorse naturali, è da una vita che mi chiedo il perché delle cose e vivo sulla pelle il millenario modello economico della mezzadria!

Anni di studi, raccolta e analisi dati di ogni tipo, elaborazioni, correlazioni e tutto sembrava chiaro, limpido ma stranamente freddo come il ghiaccio.

Esaltante, senza dubbio, ma freddo. Vuoto.

Ho deciso così di ampliare le mie vedute, di approfondire la componente più complessa del paesaggio: l’uomo.

Ma non l’”uomo” come entità astratta, no! Io ho parlato con Eugenio, che realmente tagliava il bosco,  con Marcello che sfalciava i pascoli…e solo così tutto ha preso calore, colore e anima.

I modelli territoriali che realizzavo, generalizzando, sono diventati particolari e unici, si sono popolati di storie, leggende, vita e persone.

Persone che interagivano in vari modi col luogo in cui vivevano, ma che soprattutto lavoravano (e lavoravano davvero tanto!). Tutta questa gente però  doveva mangiare, e così anche il cibo è entrato tra i miei interessi.

Perchè anche il cibo nasce dal territorio, dal legame dell’uomo col territorio. Perché quel cibo? Perché in quel periodo? Perché lo lavoravano così?

Tutte le produzioni tipiche dell’enogastronomia affondano le radici nella storia di uomini e luoghi.

C’è sempre un motivo, e una storia, per (quasi) tutto.

È questo che faccio: vado a caccia di storie, dell’anima e del sapore dei luoghi e vorrei fare in modo che tutto ciò diventi il tesoro più prezioso di un territorio.