Marmellata dimenticata

L’autunno è tempo di provviste, è il momento di raccogliere e conservare i frutti di un’estate generosa e così, approfittando di una giornata di sole, sono partita alla ricerca delle bacche di Biancospino.

BiancospinoA voler essere pignoli dovrei chiamarle drupe e non bacche, all’interno hanno infatti un solo seme, ma oggi siamo in cucina e non a lezione di botanica. Col Biancospino, come pianta officinale comunissima nelle nostre siepi o ai margini del bosco, faremo conoscenza un’altra volta, oggi è tempo di marmellata e ci basta sapere che bacche o drupe che siano, sono commestibili.

Le bacche di biancospino sono come delle piccole mele, di colore rosso intenso, con la consistenza e l’odore delle giuggiole. Hanno un sapore leggermente acidulo, ma sostanzialmente non hanno un gran sapore ed è forse per questo che non si fa un gran parlare di questi frutti.

Madre Natura però ce ne dona in abbondanza e quest’anno ho voluto approfittare. Non me ne vogliano merli e tordi se ho sottratto loro un kg di scorte alimentari per il loro inverno, ma volevo provare questa “marmellata dimenticata”.

Dimenticata forse perché troppo scontata, troppo simile alla mela ma molto più laboriosa.

Io però non ho (ancora) un frutteto come si deve, e dagli alberi che ho in giardino non ricavo che qualche mela cotogna (che uso per la marmellata di mosto) e qualche mela rosa da mangiare fresca, quindi, anche se c’è da tribolare, mi son fatta la mia marmellata di biancospino.

INGREDIENTI

Una bella dose di pazienza

1kg di bacche di biancospino belle mature

300ml di acqua

Bacche di biancospinoRaccogliete le bacche di biancospino possibilmente lontano dalla strada. Raccogliete quelle belle mature, di colore rosso scuro e possibilmente quelle più grandi e polpose (anche se di polpa ne hanno davvero pochissima)

Munitevi di molta pazienza e togliete il picciolo a tutte. Se non volete che vi diventino le dita nere, mettetevi un paio di guanti di lattice.

Lavate le bacche e mettetele a bollire per una decina di minuti con 300ml di acqua.

Spegnete il fuoco, armatevi del doppio della pazienza di prima e passate al setaccio (o al passamarmellate) Le bacche di biancospino hanno un nocciolo, durissimo, grande più o meno come un chicco di mela che deve essere eliminato.

Una volta separata la polpa dai noccioli o meglio, quando vi siete stancati di star lì a setacciare, pesate la polpa e dosate gli altri ingredienti (a me son venuti 600 grammi di polpa)

Per ogni kg di polpa

500 gr zucchero

Succo di 2 limoni

Pizzico di zenzero

Fate bollire finchè non si addensa a vostro gusto.

E proseguite come una normale marmellata.

Marmellata di biancospino

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