Le Mura delle Querce

Credo che a nessuno possa sfuggire come, una volta arrivati ad Urbisaglia, per individuare le rovine della città romana di Urbs Salvia sia sufficiente seguire con lo sguardo le Querce.

Urbs_salviaMa anche senza bisogno di venire ad Urbisaglia, basta aprire Google Maps per rendersi conto di come questi magnifici alberi disegnino perfettamente sul terreno la sagoma semicircolare del teatro e quella ellittica dell’anfiteatro.

La ragione di questo binomio Quercia-resti di mura romane è banale: tra le crepe dei muri, negli anni, i piccoli roditori che abitano le nostre campagne hanno trovato il luogo ideale per le loro tane e per nascondere le loro scorte di ghiande.

Favorita dall’umidità che permaneva in queste crepe, qualche ghianda ha cominciato a germogliare e oggi la colonia romana di Urbs Salvia sembra fatta quasi più di Querce che di mattoni.

mura querceNon è una vita facile però quella delle Querce delle Mura, le crepe offrono umidità ma la sostanza organica necessaria per la crescita di questi alberi non è presente tra la calce e il laterizio.

E allora le Querce si fanno strada verso il terreno, allargando crepe e creandone di nuove, favorendo il passaggio dell’acqua e accentuando il senso di rovina delle strutture.

Ma Urbs Salvia non crolla.

Perché le radici che spaccano le mura sono le stesse che ne tengono insieme i pezzi .

Mi piace pensare che sia stato questo ad ispirare l’articolo “Le mura delle Querce” di Giovanna Salvucci che lessi nel 1991 su Urbsalvia, il periodico di UrbSalviAmbiente, un’associazione di Urbisaglia attiva negli anni 90.

Lasciando da parte le ragioni scientifiche della colonizzazione delle mura romane da parte delle Querce, l’articolo si focalizza sulla maestosità e l’importanza della Quercia, sul suo valore simbolico.

La Quercia era l’albero sacro a Zeus nell’antica Grecia, viene associato a Thor, nella tradizione germanica e a Perun in quella slava e i boschi di Quercia erano, per i Druidi, i luoghi sacri dove svolgere riti e sacrifici.

QuerciaUrbs Salvia “protetta” dall’albero sacro per tutte le principali divinità europee.

La valle del Fiastra disseminata di Querce.

Lungo le strade, in mezzo ai campi, nei boschi.

Le ragioni ecologiche ed economico sociali di questo paesaggio sono chiarissime per chi ha un minimo di conoscenza di ecologia, geobotanica e storia locale ma non credo che mi sarei ricordata per 13 anni di un articolo letto per una ricerca a scuola se avesse parlato solo di topi e scoiattoli che nascondono ghiande.

La scienza, l’oggettività danno certezze, stabilità, spiegazioni e sono (per quanto mi riguarda) fondamentali e imprescindibili, ma al cuore ci arriva altro e a volte è bello (e bene) lasciarsi andare a sentimenti atavici e primordiali, sedersi sotto una grande Quercia, percepirne la grandezza, la forza, e sentirsi in pace con l’universo.

Disegno AnfiteatroAPPROFONDIMENTI e TESTI CONSULTATI

“L’anfiteatro romano dell’Antica Urbisaglia” in Orme di Roma nel Maceratese a Cura del Provveditorato agli Studi per la Provincia di Macerata. R. Istituto Tecnico per Geometri. Macerata, 1938 (Estratto su URBS SALVIA e la Valle del Fiastra Periodico ANNO III -vol 3, 1972)

“Le mura delle Querce” di Giovanna Salvucci in URBSALVIA – Pro manoscritto a cura di URBSALVIAMBIENTE – giugno 1991

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *