Il Carnevale è Peppe Cotto

Il martedì grasso è il giorno di Carnevale per eccellenza.

E mi sembra il giorno giusto da dedicare a Peppe Cotto, artista macellaio di Loro Piceno.

Peppe CottoIl legame tra il Carnevale e un macellaio apparentemente potrebbe essere piuttosto azzardato, ma se andiamo ad indagare il significato profondo, le origini del Carnevale, troviamo qualcosa di diverso dalle solite fritture.

Carnevale deriva dal latino “Carnem levare” – togliere la carne – , o anche “Carne, vale!”Carne, addio! Il Carnevale è infatti l’ultimo giorno in cui la tradizione cristiano cattolica permette di mangiare carne. Dopo il martedì grasso c’è il mercoledì delle Ceneri e inizia ufficialmente la Quaresima, notoriamente periodo di digiuno e privazioni.

A Carnevale si mangia a crepapelle, si consumano le scorte invernali, si beve e ci si diverte in tutti i sensi

Il Carnevale è dunque il giorno di esaltazione della carne, intesa sia come cibo che come “piaceri terreni” , gola in primis.

Dedicare il giorno di Carnevale ad un macellaio, alla fine, non è poi un’idea così bislacca. Se poi questo macellaio è Peppe Cotto, siamo in tema anche se, parlando di Carnevale, parliamo di Maschere.

Il Carnevale, così come la festa di Ognissanti, è una festa di passaggio, di rinnovamento. È un momento in cui si apre un collegamento tra il regno dei vivi e quello dei morti e gli spiriti possono muoversi liberamente.

Per esorcizzare la paura di questi spiriti (a volte anche diabolici) in passato si faceva ricorso a delle maschere, dei “corpi in prestito” che avevano anche la funzione di esorcizzare il male e rendere meno spaventosi anche i demoni. Così Arlecchino, Helleking, il re degli inferi germanico, diviene un burlone, un personaggio sempre pronto a scherzi e lazzi.

Macelleria Peppe CottoE qui entra in gioco Peppe Cotto, nome d’arte di Giuseppe dell’Orso, artista macellaio, macellaio poeta, macellaio istrionico…è difficile dargli una definizione.

Per chi lo conosce, non c’è bisogno di dire altro, Peppe Cotto si presenta da sé, ma per chi non ha idea di come un macellaio possa essere definito un artista è bene spendere due parole.

L’arte di un macellaio, nel senso più rigoroso nel termine, si esplica nel modo di trattare la carne, nella sapienza con cui svolge il suo mestiere, la sua arte.

E questa, a Peppe Cotto, nessuno gliela toglie. Conosce bene la sua materia prima, sa consigliare il cliente, sa esaltare le qualità dei diversi tagli di carne; è, in sostanza, un bravo macellaio.

Ma se entri nella sua bottega e cominci a vedere sculture di osso, creazioni di strutto, decorazioni di alloro, strumenti di cotica, musica e spettacoli di vero teatro, allora capisci che l’arte di Peppe Cotto non è solo quella di saper sezionare una mezzena.

Selfie Peppe CottoPer Natale sono andata da lui a comprare la carne per il sugo dei Vincisgrassi e quello che normalmente è l’acquisto di 1kg di carni miste dal macellaio è diventato un’ora di teatro.

Da nuova cliente, ho avuto diritto all’aperitivo di benvenuto.

Da cliente esigente, ho ottenuto una competente e piacevole spiegazione sul perché mi venivano proposti certi tagli di carne

Da cliente curiosa, e senza fretta, mi son lasciata trasportare dai suoi racconti, dai suoi teatrini.

E si parla di carne.

Sempre.

O di cultura e tradizione locale.

Certo, non è una bottega che vi consiglierei se per voi la carne è solo la fettina sceltissima rosso vivissimo (che ancora muggisce) nelle vaschette di polistirolo del supermercato e andate sempre di fretta, ma se quando dico “frollatura” non strabuzzate gli occhi, se vi piace sperimentare e se, soprattutto, quando acquistate qualcosa fate caso anche a chi ve la vende….allora andate a trovarlo.

Perché aldilà della qualità della carne (indiscussa), dietro al bancone c’è un uomo che è stato capace di rendere oltremodo emozionante un bicchiere di sugna, che ha messo poesia e anima (tanta) in quello che potrebbe sembrare il mestiere più crudo del mondo.

Mette se stesso e la sua terra in ogni cosa che fa, ed è dannatamente bravo.

C’è un demone (nel senso classico del termine) dietro la maschera di un macellaio.

E credo che nessun giorno, meglio del Carnevale, possa essere il suo giorno.

 

Consigli per gli acquisti: Lo Scudo Piceno e i Peppe Kebs danno dipendenza 😉

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